I fotogrammi che Piovosi ritaglia nelle sue opere pittoriche, figure umane intente ad un quotidiano vivere o alla sorpresa di fronte ad eventi che restano fuori campo, fissano sulle tele un racconto che si snoda in continue suggestioni iconiche. Il “viaggio”, peripatetico itinerario poetico-narrativo dell’umanità di ogni tempo, diviene agli occhi dell’osservatore il motivo di un sottofondo mnemonico che pone il vissuto personale in parallelo all’opera. Si coglie nei volti e nei gesti, nelle posture prossemiche catturate quasi all’insaputa dei soggetti ripresi, un aspetto di natura inconscia, profonda. Emergono le tensioni di una subliminale adesione alla meraviglia del vivere, dell’esserci ogni giorno in questo mondo.
Uomini e donne, giovani e sconosciute presenze si fanno agli occhi di chi guarda persone anonime che sono la controfigura metonimica di ognuno di noi. Specchio della nostra impressione e riflesso dei nostri sguardi sul mondo, le opere di Piovosi si stagliano in un contesto che ce le rende vicine, le fa comprendere come aspetti della nostra stessa vita quotidiana. Non a caso, il titolo della Mostra lo suggerisce, siamo con l’artista ‘in viaggio’ con lui, in un immaginario percorso di quel film che l’esistenza umana ci offre ad ogni istante. Sorprenderci dunque dei nostri atteggiamenti, spettacolo noi stessi degli altri che ci osservano, è credo l’intento di Piovosi in questa sua ultima ricerca pittorica. Flash di vita altrui che riemergono nella nostra memoria come dei possibili vissuti; sguardi proiettati intorno e all’orizzonte lontano per cercare un ‘qualcosa’ che ci spieghi il significato del nostro esistere, oggi, qui, su questa terra.
Il fotoromanzo pittorico delle opere dell’autore ci invita a soffermarci su ogni passaggio: siamo sempre in viaggio, abbiamo impegni, ci sfuggono particolari di ciò che sta intorno a noi, ed ecco che il racconto di queste immagini ci richiama ad una attenta riflessione. Se vi fosse una didascalia o un ‘fumetto’ intorno ad ogni figura sapremmo che quei personaggi catturati nei quadri ci dicono – e si dicono – qualcosa. Narrano di questa nostra vita distratta dai continui messaggi mediatici, soffocata dalle mille preoccupazioni che ci affliggono, dispersa nei rivoli di una sempre più difficile capacità relazionale. Ci inducono a pensare: sono silenziosi appelli all’uso di una ragione e di una fantasia troppo incrostate dalle abitudini e falsamente viziate da presunte necessità. Vetrine, gallerie, sale mostra, vicoli, marciapiedi, pavimenti su cui madonnare disegnano a gessetti, fanciulle seminude, persino i clown’s e i volti ritratti sono il nostro doppio.
Piovosi esplora nella sua creatività una dimensione di movenze dinamiche – persone in bici, su scale, lungo corridoi o vicoli – e di statiche fissità (ritratti, volti, clown’s, primi piani) come se ogni quadro si avvicinasse a particolari momenti del nostro passeggiare, camminare, sostare in un bar o in un locale. Noi siamo all’interno di questi frammenti di viaggio, perché l’artista ha saputo coinvolgere il nostro Io meglio di qualsiasi richiamo esterno. E non possiamo che sottolineare questa straordinaria originalità di scelta, di abilità esecutiva e di resa pittorica estremamente curata nei dettagli.

Franco Canova
Mattino sereno e solare di settembre 2011
Frammenti di viaggio, Galleria d’Arte Metamorfosi, Reggio Emilia