Incuriosire, stupire, ma anche attirare e stimolare l’attenzione di chi osserva grazie ad immagini dinamiche, fresche, colorate. Sono racconti di una quotidianità in continua evoluzione quelli di Oscar Piovosi. 

L’artista dipinge per serie, molto spesso in dialogo le une con le altre, quasi una continuità tematica che si evolve e si arricchisce di particolari. Gente comune nelle sale di attesa di stazioni o aeroporti, gente in vacanza che scatta fotografie, chi alza lo sguardo al cielo contemplando chissà che cosa.

Quello del viaggio è un tema ricorrente per Oscar Piovosi, il fascino della curiosità, lo scoprire qualcosa di nuovo. E in pittura diventa inconsapevolmente il racconto del proprio vissuto. Un racconto oggettivo, ma coinvolgente.

Un taglio fotografico dell’immagine, colori decisi nelle tonalità ma sfumati, quasi contaminati tra loro quando vengono stesi sulla tela con pennellate ampie e sovrapposte. In maniera istintiva predomina l’azzurro, sinonimo di evasione e di infinito, non solo come sfondo ma anche come dettaglio, nell’abbigliamento o negli oggetti. La luce che illumina ed esalta le forme stabilisce anche la direzione dello sguardo del fruitore e quindi la via di lettura del racconto.

Scene di vita quotidiana, dove il luogo rimane generico mentre il soggetto si inserisce in quel contesto con la propria personalità. Chiunque alzando lo sguardo al cielo può puntare il dito ed indicare, ma ognuno indica qualcosa di diverso, e ognuno prova una sua sensazione, rivive un suo momento. Chiunque fermandosi per strada manda messaggi con il cellulare, ma ognuno racconta qualcosa che è solo suo. Personaggi nei quali chiunque può identificarsi e far rivivere un proprio ricordo.

Una dimensione quasi metafisica e suggestiva, desiderio di scoprire negli sguardi dei propri personaggi la bellezza di ogni attimo della nostra esistenza. Il significato di questi dipinti non è mai scontato e superficiale, invita piuttosto alla riflessione sociale, all’analisi ed all’introspezione. L’arte è per Oscar Piovosi il piacere di potersi esprimere, raccontando qualcosa di sé da condividere con gli altri.

 

Serie GROND

Nell’ultimo ciclo pittorico “Ground” Oscar Piovosi racconta la vita e il lavoro degli artisti di strada, i cosiddetti madonnari, che ritrae intenti nella realizzazione delle proprie creazioni.
L’artista continua quel viaggio nella quotidianità che è il filo conduttore della sua intera produzione. “Ground” significa terra, suolo, pavimento, e si contrappone alla serie precedente “Up” in cui ritrae gente comune che guarda in alto, che indica il cielo. Due termini opposti, ma proprio per questo legati da una continuità di significato. Se con Up il guardare verso l’alto indica l’andare oltre, immaginare qualcosa di diverso e lontano da noi, con Ground lo sguardo rivolto in basso è invece uno scavare dentro, il voler analizzare la figura umana attraverso qualcuno che si racconta, racconta il suo modo di vivere, tutti quei momenti e quegli aspetti della quotidianità sui quali molto spesso non ci soffermiamo. Un punto di vista diverso, una delle tante sfaccettature della nostra esistenza.
L’attenzione in questa serie si concentra su un luogo, la strada. È nel luogo che si inseriscono i personaggi, intenti nel loro lavoro e quasi estraniati da ciò che li circonda. Una continuità cromatica lega il soggetto in primo piano e lo sfondo, la città che osserva silenziosa senza disturbare, o che va avanti nella sua frenesia quotidiana. Una dimensione quasi metafisica si percepisce nelle sfumature azzurre e violacee, interrotte da dettagli in tonalità più decise e calde, come il rosso o il giallo che rimandano alla realtà. Un segno scuro e continuo contorna le figure, dà forza all’immagine e lascia cadere l’attenzione sul soggetto: sempre a testa bassa l’artista di strada non mostra il suo volto ma la sua anima.
Con la solita curiosità ed attenzione Oscar Piovosi porta avanti il tema del viaggio in noi stessi, fissando sulla tela istanti insoliti della nostra esistenza. Realizza opere dinamiche e fresche, entrando con semplicità ed umiltà nella personalità del personaggio che raffigura, andando a cercare la sua essenza, raccontandolo in maniera figurativamente oggettiva ma con una personale e coinvolgente emotività.

Roberta Filippi